La nostra Onlus

Associazione socio umanitaria – ONLUS “CONVERSANDO”
Via V.Chiarugi, 15 – 50126 FIRENZE.
tel. 055 – 6266138 fax 055-674060
m@il : info@conversando.org / ascolto@conversando.org
COD. FISC.: 94114540480

La nostra Onlus, che ha sede a Firenze, è stata costituita il 15 aprile 2004 per atto pubblico rogato dal Notaio Renzo Chiavistelli di Firenze rep. 317.624 fasc. 15076

Statuto:

Art. 1 – Costituzione
1. È costituita con sede in Firenze l’associazione denominata “CONVERSANDO – Associazione socio-umanitaria – Organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus)” di seguito detta “Associazione”.
La sede attuale è posta in Via V. Chiarugi n. 15; ma l’Assemblea ordinaria dei soci, con le maggioranze indicate al successivo art. 15,  potrà trasferire la sede in altro luogo della Provincia di Firenze senza necessità di modificare il presente statuto.
2. L’associazione:
– persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale;
– svolge soltanto le attività indicate nel successivo articolo e quelle ad esse direttamente connesse;
– non distribuisce, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la sua esistenza, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale che, per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima ed unitaria struttura;
– impiega gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;
– in caso di scioglimento per qualunque causa, devolverà il patrimonio dell’organizzazione, sentito l’organismo di controllo, ad altre Onlus o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
3. Quanto indicato nel precedente comma, seguirà i limiti e le condizioni previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n.460.
4. L’associazione ha durata illimitata.

Art. 2 – Attività 
1. L’associazione svolge le seguenti attività:
promuovere, favorire e sviluppare rapporti ed incontri con i genitori di coloro che manifestano disagi alimentari al fine di dare aiuto e conforto;
promuovere, favorire e sviluppare tutte quelle iniziative e manifestazioni di carattere socio-culturale e scientifico che possano servire a far conoscere, diffondere, divulgare le problematiche sanitarie ed in particolare quelle dell’anoressia e della bulimia ed in generale dei disturbi dell’alimentazione;
dare assistenza, avvalendosi dell’ausilio di tecnici qualificati, a chiunque chieda aiuto perché affetto da disturbi del comportamento alimentare.
2. A tal fine l’associazione potrà svolgere in particolare le seguenti attività, che hanno soltanto significato enunciativo e non esaustivo delle attività che in generale potrà essere chiamata a porre in essere:
promuovere studi, ricerche, sperimentazioni, interventi di documentazione;
promuovere e mantenere contatti con enti a livello locale, nazionale o internazionale che perseguono scopi connessi, strumentali ed affini a quelli istituzionali dell’associazione;
promuovere, in collaborazione con enti pubblici e privati, la progettazione e la realizzazione di mostre, convegni, tavole rotonde ed ogni altra manifestazione pubblica mirante alla divulgazione della conoscenza dei disturbi alimentari;
utilizzare le moderne tecnologie informatiche e digitali per diffondere la conoscenza di tali problematiche;
svolgere campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui problemi riguardanti i disturbi alimentari; organizzare e partecipare a incontri e manifestazioni di carattere socio-culturale;
promuovere e gestire interventi di formazione e aggiornamento, nonché studi, ricerche, sperimentazioni, interventi di documentazione aventi ad oggetto tematiche socio-culturali;
stipulare convenzioni con Istituti pubblici e privati per facilitare e migliorare l’organizzazione di meeting, eventi socio-culturali;
ricevere contributi, sovvenzioni e sponsorizzazioni di qualsiasi natura, sia da enti statali e locali sia da persone fisiche e giuridiche, direttamente connessi e finalizzati alla realizzazione degli interventi e delle attività sopra descritte;
usare, come mezzo utile alla diffusione della conoscenza e dell’informazione su tali eventi, l’attività editoriale.
3. Per il raggiungimento dei propri scopi istituzionali l’associazione potrà organizzare, occasionalmente e nei limiti previsti dalle leggi in materia, raccolte pubbliche di fondi in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze, rievocazioni o compagne di sensibilizzazione. Inoltre potrà compiere tutte le operazioni e svolgere tutte le attività direttamente connesse o strumentali al conseguimento dei propri fini istituzionali necessarie o utili per un migliore conseguimento del proprio oggetto. Potrà inoltre sostenere iniziative o programmi di altre istituzioni pubbliche o private, i cui scopi siano affini a quelli propri dell’associazione.
4. Per il raggiungimento dei suoi scopi istituzionali l’associazione si avvale prevalentemente dell’opera volontaria e gratuita dei propri associati. Tuttavia, l’associazione potrà anche avvalersi dell’opera di consulenze e servizi esterni, regolarmente remunerata.
5. L’Associazione è laica ed apolitica, senza fini di lucro ed è retta e regolata dagli articoli 36, 37, 38 del Codice Civile, oltre che dalle norme del presente statuto.

Art. 3 – Associati
1. Sono Associati, definiti in seguito per brevità Soci, quelli che sottoscrivono il presente statuto e quelli che ne fanno richiesta e la cui domanda di adesione è accolta dal Consiglio direttivo.

2. Nella domanda di adesione l’aspirante socio dichiara di accettare senza riserve lo statuto dell’associazione. L’iscrizione decorre dalla data di delibera del Consiglio direttivo.
3. Tutti i soci cessano di appartenere all’associazione per: dimissioni volontarie; per non aver effettuato il versamento della quota associativa per almeno due anni; per morte;  per indegnità deliberata dal Consiglio direttivo. In quest’ultimo caso è ammesso ricorso all’Arbitrato secondo quanto previsto all’art. 30.

Art. 4 – Categorie di Associati 
1. Gli associati si distinguono nelle seguenti categorie: Soci Fondatori, Soci Ordinari, Soci Sostenitori, Soci Onorari.
a) Sono Soci Fondatori coloro che sono intervenuti alla costituzione dell’associazione. Hanno diritto di voto e sono eleggibili a cariche sociali.
b) Sono Soci Sostenitori coloro che svolgendo attività a favore dell’associazione per almeno sei mesi in via continuativa chiedono di esserne ammessi; non sono vincolati ad oneri relativi alle quote sociali; possono assumere incarichi loro affidati dal Consiglio Direttivo; non hanno diritto di voto e non sono eleggibili a cariche sociali. La richiesta deve essere presentata al Presidente dell’associazione che la sottopone alla delibera del Consiglio nella prima riunione utile. Possono essere altresì Soci Sostenitori su nomina del Consiglio senza bisogno di specifica richiesta di ammissione le persone, società od enti di qualsiasi natura giuridica che contribuiscono finanziariamente alla vita associativa; non sono vincolati ad oneri relativi alle quote sociali, non hanno diritto di voto, non sono eleggibili a cariche sociali.
c) Sono Soci Ordinari coloro che, in seguito alla partecipazione alla vita dell’associazione in via continuativa per almeno un anno, chiedono di essere ammessi in qualità di soci ordinari al Presidente dell’associazione. Il Presidente sottopone, alla prima riunione utile del Consiglio Direttivo, la richiesta di ammissione. Dopo l’eventuale parere favorevole del Consiglio, provvedono al pagamento dei contributi associativi nella misura ordinaria fissata annualmente dall’Assemblea dei Soci su proposta del consiglio direttivo. I soci ordinari hanno diritto di voto e, dopo due anni dall’ingresso nell’associazione sono eleggibili a cariche sociali. Il Consiglio direttivo può deliberare l’eleggibilità a cariche sociali prima del termine sopra indicato.
d) Sono Soci Onorari le persone fisiche di indubbie capacità scientifiche e culturali, nominati direttamente dal Consiglio Direttivo. Non sono vincolati ad oneri relativi alle quote sociali; partecipano, su invito del Presidente, a momenti della vita associativa ed alle riunioni del Consiglio Direttivo; non hanno diritto di voto e non sono eleggibili a cariche sociali.

Art. 5 – Diritti e obblighi dei soci
1. Gli associati godono dei diritti previsti dal presente statuto e dai regolamenti. In particolare hanno diritto: di partecipare alla vita associativa nei modi e nei limiti fissati dal presente statuto e dai regolamenti eventualmente adottati con delibera del Consiglio Direttivo; di contribuire, compatibilmente con le proprie capacità, alla realizzazione degli scopi dell’associazione a seconda della categoria di appartenenza di ciascun associato; di esercitare i propri diritti di voto e di nomina secondo i limiti previsti dallo statuto.
2. Gli associati assumono inoltre i seguenti obblighi e doveri: di operare nell’interesse dell’associazione per il raggiungimento dei suoi scopi statutari; di rispettare e far rispettare le norme statutarie e regolamentari; di impegnarsi attivamente nell’associazione; di diffondere la conoscenza e gli scopi dell’associazione.
3. I Soci Ordinari che per un periodo di tempo di almeno sei mesi non partecipano all’attività dell’Associazione possono essere dichiarati decaduti dal Consiglio direttivo e trasferiti nella categoria di Soci sostenitori. 

Art.  6 – Ammissione degli Associati 
1. Possono far parte dell’associazione tutti coloro che siano interessati all’attività dell’associazione. L’ammissione è consentita a persone fisiche, enti, organismi, istituzioni e società, pubbliche o private, sia di nazionalità italiana che estera.
2. Chi intende aderire all’associazione, avendo i requisiti di cui all’art. 4,  deve presentare apposita domanda di adesione al Consiglio Direttivo. Con la domanda di adesione il richiedente dichiara di condividere gli scopi dell’associazione e di accettare lo statuto e i regolamenti, se presenti, dell’associazione.
3. Con la domanda di adesione accettata dal Consiglio Direttivo si obbligano ad assumere incondizionatamente tutti i doveri e gli obblighi di socio e acquistano il diritto di partecipare a tutte le attività del sodalizio, e di godere dei benefici che a favore degli associati sono stabiliti dallo statuto e dai regolamenti.
4. Il Consiglio Direttivo dovrà provvedere in ordine alle domande di ammissione entro sessanta giorni dal loro ricevimento. In assenza del provvedimento di accoglimento della domanda entro il termine predetto si intende che la stessa sia stata respinta. Sia in caso di diniego espresso che nel caso di tacito rifiuto il Consiglio Direttivo non è obbligato a motivare la propria decisione.
5. L’età minima per associarsi è di anni 18 compiuti. Il Consiglio Direttivo potrà tuttavia acconsentire, nell’eventualità in cui ad associarsi siano nuclei familiari, l’iscrizione anche di minorenni.
6. Ciascun associato potrà richiedere copia dello Statuto dell’Associazione dietro rimborso delle spese amministrative e di cancelleria.

 

Art. 7 – Perdita della qualifica di Associato
1. Il rapporto associativo del singolo associato si estingue nei seguenti casi:

1) per recesso dell’associato, comunicando tale intenzione a mezzo lettera raccomandata a.r. da inviarsi al Presidente del Consiglio Direttivo almeno tre mesi prima della scadenza dell’esercizio sociale. In tal caso il recesso, che non potrà essere in nessun modo negato dal Consiglio Direttivo, produrrà efficacia allo scadere dell’esercizio sociale durante il quale è stato comunicato;

2) per decadenza, nel caso in cui l’associato non provveda a versare le quote, i contributi associativi ordinari e/o straordinari stabiliti dal Consiglio Direttivo nei termini e secondo le modalità da quest’ultimo fissati;

3) con il decesso dell’associato;

4) per esclusione, qualora l’associato abbia compiuto atti contrari all’interesse dell’associazione o lesivi della sua immagine e reputazione.

2. L’esclusione viene accertata e deliberata dall’assemblea ordinaria degli associati con il voto favorevole, a scrutinio segreto, di almeno tre/quarti degli associati iscritti.

3. In ogni caso, qualsiasi sia la ragione dello scioglimento del rapporto associativo, l’associato non potrà far valere alcun diritto sul patrimonio dell’associazione né potrà pretendere la restituzione di quote e/o contributi precedentemente versati.

 

Art. 8 – Patrimonio ed entrate dell’Associazione
1. Il patrimonio dell’associazione è costituito dai beni mobili e immobili che diverranno di proprietà di questa. Il patrimonio è destinato allo svolgimento di attività del sodalizio associativo.

2. Il patrimonio e le entrate dell’associazione sono finanziate:

a) dalle quote associative versate dagli associati,

b) dagli eventuali altri proventi generati dalle attività e dalle iniziative dell’associazione,

c) dalle eccedenze attive di gestione,

d) da tutti i contributi percepiti, sia da associati che enti e organizzazioni pubbliche e/o private,

e) dai beni mobili ed immobili (se il loro acquisto sia possibile giuridicamente) a qualsiasi titolo acquisiti,

f) da sponsorizzazioni, sovvenzioni e proventi pubblicitari,

g) da lasciti e donazioni (se la loro accettazione sia possibile giuridicamente).

3. Spetta al Consiglio Direttivo deliberare in merito agli investimenti necessari e sull’utilizzazione dei fondi patrimoniali.

 

Art. 9 – Organi  dell’Associazione
1. Gli organi dell’associazione sono:

l’assemblea degli associati,

il consiglio direttivo,

il presidente,

il vice-presidente, se nominato,

il tesoriere,

il segretario,

il collegio dei revisori dei conti, se la sua presenza è deliberata dall’assemblea straordinaria degli associati,

il comitato scientifico, se la sua presenza è deliberata dall’assemblea straordinaria degli associati.

 

Art.  10 – L’assemblea degli Associati
1. L’assemblea è l’organo sovrano dell’associazione ed è composta da tutti gli associati aventi diritto di voto.

2. L’assemblea è ordinaria e straordinaria.

3. L’assemblea ordinaria dei Soci, convocata su delibera del Consiglio Direttivo, si riunisce almeno una volta l’anno entro sei mesi dalla fine del precedente esercizio, per approvare il bilancio consuntivo.

4. Compete all’assemblea ordinaria:

l’approvazione del bilancio annuale di esercizio accompagnato dalla relazione del consiglio direttivo sull’andamento economico e finanziario dell’associazione e sull’attività svolta in generale;

l’approvazione del bilancio previsionale dell’esercizio in corso;

la nomina dei componenti il consiglio direttivo,

la nomina dei componenti il collegio dei revisori, se previsto,

l’approfondimento di tutte le questioni ed argomenti che il consiglio direttivo ritiene di dover sottoporre all’approvazione dell’assemblea,

l’approvazione o meno delle richieste di modifica dello statuto;

la determinazione dell’ammontare delle quote associative e dei contributi a carico dei soci.

5. L’assemblea straordinaria delibera sulle eventuali modifiche da apportare allo statuto e sullo scioglimento dell’associazione, nonche sulla nomina dei liquidatori.

6. L’assemblea, regolarmente convocata e costituita, rappresenta l’universalità degli associati e le sue deliberazioni, prese in conformità alle disposizioni di legge e di statuto, vincolano tutti gli associati, ancorché assenti o dissenzienti.


Art.  11 – Convocazione dell’Assemblea 
1. L’assemblea è convocata a mezzo lettera semplice inviata a tutti gli associati almeno dieci giorni prima della data fissata per l’adunanza. È ammessa la convocazione a mezzo fax e/o e-mail a condizione che sia garantito il preavviso di almeno dieci giorni.
2. Nell’avviso di convocazione devono essere indicate gli argomenti e le materie poste all’ordine del giorno nonché l’ora, il luogo ed il giorno della prima e della seconda  convocazione; quest’ultima dovrà avvenire in un giorno diverso dalla prima.
3. L’assemblea è convocata presso la sede sociale o altrove, purché entro il territorio dello Stato.
4. La convocazione deve avvenire da parte del presidente o del consiglio direttivo con firma, in questo ultimo caso, del presidente, del vice-presidente o di un consigliere.
5. L’assemblea deve essere convocata  quando ne facciano richiesta scritta e motivata almeno un terzo degli associati e comunque ogni qualvolta il presidente o consiglio direttivo lo ritenga opportuno.
6. In casi di urgenza, il termine di preavviso può essere ridotto a cinque giorni; in tal caso la convocazione deve avvenire mediante telegramma o posta elettronica certificata.
7. La convocazione deve avvenire mediante comunicazione da inviare al domicilio dell’associato secondo quanto risultante dal libro degli associati.
Art.  12 – Intervento in assemblea
1. Hanno diritto di intervenire all’assemblea tutti gli associati che si trovino in regola col pagamento delle quote e dei contributi associativi annuali.

2. Gli associati possono farsi rappresentare in assemblea da altri associati mediante delega scritta in calce all’avviso di convocazione. Ogni associato non potrà rappresentare più di cinque associati.

 

Art.  13 – Diritto di voto
1. Ogni associato, a qualunque categoria appartenga, ha diritto da un solo voto, indipendentemente dalle quote e dai contributi associativi versati.

 

Art.  14 – Presidenza dell’assemblea
1. L’assemblea è presieduta dal presidente del consiglio direttivo ed in caso di sua assenza dal vice-presidente, se nominato. In mancanza di entrambi, l’assemblea è presieduta da altra persona designata dall’assemblea stessa.

2. L’assemblea nomina un segretario e, qualora lo ritenga opportuno, due scrutatori.

Spetta al presidente dell’assemblea controllare e verificare la regolarità delle deleghe e la legittimazione degli associati ad intervenire in assemblea e ad esercitare il diritto di voto.

3. Le votazioni potranno avvenire per alzata di mano, per appello nominale o a scrutinio segreto, secondo quanto previsto dallo statuto o, in mancanza, deciso dal presidente dell’assemblea.

4. Di ciascuna riunione assembleare viene redatto un verbale firmato dal presidente e dal segretario.

5. Nel caso di assemblea straordinaria, qualora l’associazione si sia costituita in forma di atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizioni autenticate, il verbale sarà redatto da un Notaio il quale assumerà la veste di segretario della riunione.

 

Art.  15 – Maggioranze per l’assemblea
1. Per la costituzione legale dell’assemblea ordinaria e per la validità delle sue deliberazioni è necessaria in prima convocazione l’intervento di tanti soci che rappresentino almeno la metà più uno degli associati. In seconda convocazione l’assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero degli intervenuti.
2. Sia in prima che in seconda convocazione, l’assemblea ordinaria delibera a maggioranza dei votanti.


3. I membri del Consiglio direttivo non hanno diritto di voto nelle deliberazioni riguardanti l’azione di responsabilità nei loro confronti.
4. Per la costituzione legale dell’assemblea straordinaria e per la validità delle delibere è necessaria la presenza o la rappresentanza di almeno i due/terzi degli associati iscritti all’associazione. Essa delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza degli associati.
5. In seconda convocazione l’assemblea straordinaria è regolarmente costituita con la presenza di tanti cosi che rappresentino almeno un terzo degli associati iscritti e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti o rappresentati.
6. In ogni caso, per deliberare lo scioglimento dell’associazione occorre il voto favorevole di tanti soci che rappresentino almeno i due/terzi degli associati iscritti.

Art. 15 bis – Consultazione scritta e consenso espresso per iscritto
In alternativa alle deliberazioni assembleari le decisioni dei soci possono essere adottate, su decisione dell’organo amministrativo, mediante consultazione scritta ovvero sulla base del consenso espresso per iscritto.
La procedura di consultazione scritta o di acquisizione del consenso espresso per iscritto non è soggetta a particolari vincoli, purché sia assicurato a ciascun socio il diritto di partecipare alla decisione e sia assicurata a tutti gli aventi diritto adeguata informazione.
La decisione è adottata mediante approvazione per iscritto di un unico documento, ovvero di più documenti che contengano il medesimo testo di decisione, da parte di tanti soci che rappresentino la maggioranza del capitale sociale.
Il procedimento deve concludersi entro 10 (dieci) giorni dal suo inizio o nel diverso termine indicato nel testo della decisione.

Art. 15 ter – Svolgimento dell’assemblea
L’assemblea dei soci può svolgersi anche in più luoghi, audio e o video collegati, e ciò alle seguenti condizioni, delle quali deve essere dato atto nei relativi verbali:
– che siano presenti nello stesso luogo il presidente ed il segretario della riunione se nominato che provvederanno alla formazione e sottoscrizione del verbale;
– che sia consentito al presidente dell’assemblea di accertare l’identità e la legittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento dell’adunanza, constatare e proclamare i risultati della votazione;
– che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi assembleari oggetto di verbalizzazione;
– che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti;
– che siano indicati nell’avviso di convocazione i luoghi audio e o video collegati a cura dell’associazione, nei quali gli intervenuti potranno affluire, dovendosi ritenere svolta la riunione nel luogo ove saranno presenti il presidente ed il segretario, se nominato.
In tutti i luoghi audio e o video collegati in cui si tiene la riunione dovrà essere predisposto il foglio delle presenze.

Art.  16 – Il consiglio direttivo
1. L’associazione è amministrata da un consiglio direttivo, nominato dall’assemblea ordinaria degli associati, composto da un numero di consiglieri variabile da tre a nove membri.
Spetta all’assemblea ordinaria la determinazione del numero dei membri componenti il consiglio direttivo.
2. I membri del consiglio direttivo devono essere scelti tra gli associati.
3. Il consiglio direttivo dura in carica tre anni, o per il minor periodo stabilito dall’Assemblea dei Soci, ed i suoi membri possono essere rieletti.
4. I componenti del Consiglio direttivo svolgono il loro compito gratuitamente ed hanno diritto soltanto al rimborso a piè di lista delle spese sostenute per lo svolgimento del mandato.   

 

Art.  17 – Cooptazione di consiglieri
1. In caso di morte o di dimissioni di consiglieri prima della scadenza del mandato, il consiglio direttivo provvederà alla loro sostituzione per cooptazione. I consiglieri cooptati rimangono in carica sino alla riunione della prima assemblea che si riunisce successivamente alla data della cooptazione medesima.

2. Se la maggioranza dei membri del consiglio direttivo cessa per qualsiasi causa dal proprio ufficio, l’assemblea ordinaria dei soci deve essere convocata senza indugio da uno dei consiglieri rimasti per procedere alla elezione dell’intero nuovo consiglio.

 

Art.  18 – Poteri del consiglio direttivo
1. Al consiglio direttivo sono conferiti i più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’associazione. In particolare il consiglio direttivo ha il compito di:

deliberare sulle questioni riguardanti l’attività dell’associazione per l’attuazione delle sue finalità e secondo le direttive dell’assemblea, assumendo tutte le iniziative del caso;

predisporre i bilanci consuntivi e quelli preventivi da sottoporre all’attenzione e all’approvazione dell’assemblea,

deliberare sull’ammissione degli associati e sulla accettazione delle loro domande di ammissione,

deliberare sull’adesione o partecipazione dell’associazione ad Enti e Istituzioni pubbliche e private, di interesse diretto per l’attività dell’Associazione,

deliberare sull’acquisto e sulla trasformazione di beni immobili, sulla loro eventuale alienazione o sulla locazione in tutto o in parte, sull’accettazione di donazioni o lasciti di qualsiasi genere – se tali operazioni sono possibili giuridicamente.

2. Sono inoltre riconosciute al consiglio direttivo tutte le maggiori facoltà richieste per il raggiungimento del fine statutario, tra cui quelli di assumere personale di concetto o per mansioni esecutive, di valersi dell’opera di esperti, di concludere contratti per l’approvvigionamenti di beni e servizi, di avvalersi dei servizi di terzi e di stabilire stipendi, salari e compensi.

3. Pertanto il consiglio direttivo deciderà sulla gestione dei fondi per il raggiungimento degli scopi dell’associazione e potrà anche, in relazione a ciò, rilasciare procure per singoli atti o negozi e per determinate categorie di atti.

4. Spetta al Consiglio Direttivo, se non vi ha provveduto l’Assemblea dei Soci:

nominare il presidente;

nominare il vice-presidente, se previsto,

nominare il tesoriere,

nominare il segretario,

determinare il programma dell’Associazione,

promuovere iniziative ed incontri;

realizzare attività anche commerciali direttamente connesse con le finalità istituzionali;

stabilire l’ammontare e le modalità di pagamento delle quote e dei contributi associativi,

nominare Comitati, Commissioni e Gruppi di Studio che affianchino il Consiglio con compiti integrativi nello svolgimento delle attività e nella ricerca delle soluzioni dei vari problemi,

stabilire e delegare i poteri di firma.

5. Le delibere che prevedano un impegno di spesa pari o superiore a Euro 5.000,00 (cinquemila/00), anche se da sostenersi in più anni, devono essere approvate e controfirmate dai due/terzi dei consiglieri, salvo il caso in cui le relative operazioni e gli stessi poteri non siano oggetto di delega.

6. È necessario il consenso di tutti i consiglieri per il compimento dei seguenti atti, salvo che gli stessi non siano oggetto di delega:

acquisto, vendita e/o permuta di beni immobili;

stipulazione di contratti di locazione di immobili di proprietà dell’associazione per durata superiore a nove anni;

assunzione di mutui passivi e/o concessione di mutui attivi;

concessione di ipoteca su immobili di proprietà dell’associazione;

prestazione di garanzie fideiussorie e/o reali, attive o passive;

operazioni bancarie allo scoperto, quando per effetto di tali operazioni il suo ammontare diventi di importo superiore a Euro 10.000,00 (diecimila/00);

proposizione di azioni giudiziarie conservative quali sequestri, di urgenza, esecutive e di qualsivoglia natura, nessuna eccettuata od esclusa; la resistenza in giudizio; la proposizione di domande riconvenzionali; la presentazione di appelli o ricorsi in qualunque fase di giudizio, anche dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione e in sede di rinvio; resistere a domande giudiziali proposte contro l’associazione nonché a procedimenti cautelativi, di urgenza ed esecutivi proposti contro l’associazione medesima in qualunque fase di giudizio, formulando domande riconvenzionali;

proposizione di ricorsi amministrativi e fiscali senza limitazione alcuna ivi compresi i ricorsi straordinari al Capo dello Stato; la proposizione di azioni e opposizioni in procedure amministrative e fiscali in qualunque stato e grado di giudizio;

rilasciare mandati a legali per la difesa dell’associazione eleggendo domicilio presso di loro;

conciliare e transigere stragiudizialmente e giudizialmente in ogni stato e grado del giudizio ogni e qualsiasi vertenza inerente l’associazione medesima ed in particolare le controversie di lavoro e qualsiasi controversia in mate ria di previdenza e di assistenza obbligatoria e ciò ai sensi dell’art. 420 cod. proc. civ. modificato dall’art. 1 della Legge 11 agosto 1973 n. 533, nonche di rilasciare procure e conciliare e transigere come sopra;

transigere senza eccezione alcuna, ed autorizzare e compiere qualsiasi operazione tanto attiva che passiva presso gli Uffici del Debito Pubblico, della Dogana, delle Direzioni Regionali delle Entrate, delle Tesorerie Provinciali dello Stato, dei Concessionari del Servizio Centrale della Riscossione, della Cassa Depositi e Prestiti, presso gli uffici dell’Amministrazione dello Stato e presso ogni altro ufficio pubblico o privato rilasciando inoltre quietanze liberatorie e discarichi;

rappresentare l’associazione in operazioni, trattative, vertenze di carattere tributario e fiscale davanti ai competenti organi ed addivenire, se nel caso, a concordati e componimenti;

rappresentare ed obbligare l’associazione in operazioni e trattative di qualunque genere con le Amministrazioni dello Stato (compresa l’Amministrazione delle Ferrovie), con le Amministrazioni delle Regioni, delle Province e dei Comuni, con altre società e privati per gli affari inerenti alla attività ed agli scopi associativi;

procedere alle assunzioni, promozioni e licenziamenti del personale e prendere tutte le determinazioni e disposizioni relative al trattamento economico dello stesso personale;

richiedere finanziamenti ed aperture di credito anche allo scoperto e compiere tutte le relative operazioni, quando il loro importo sia superiore a Euro 25.000,00 (venticinquemila/00);

compiere qualsiasi operazione bancaria e finanziaria che comporti l’emissione di assegni o altre operazioni di prelevamento di importo superiore a Euro 10.000,00 (diecimila/00);

stipulare contratti di acquisto e vendita di beni mobili (compresi autoveicoli) e di tutto quanto necessario alla ordinaria gestione dell’associazione, qualora l’importo di ciascuna operazione sia di ammontare superiore a Euro 10.000,00 (diecimila/00);

incassare e ritirare da privati e da Amministrazioni Pubbliche, presso le Direzioni Regionali delle Entrate, la Cassa Depositi e Prestiti ed i Concessionari del Servizio Centrale della Riscossione, somme e valori a qualunque titolo spettanti all’associazione, ivi compresi i depositi a cauzione rilasciando liberatorie quietanze, se di importo superiore a Euro 10.000,00 (diecimila/00);

incassare somme pagate da terzi, rilasciandone le relative quietanze e discarichi, ciò anche nei confronti delle Amministrazioni dello Stato, della Cassa Depositi e Prestiti, della Direzione Generale del Tesoro, delle Direzioni Regionali delle Entrate, delle Tesorerie Provinciali dello Stato, dei Comuni, delle Province, delle Regioni e degli altri Enti Pubblici, se di importo superiore a Euro 10.000,00 (diecimila/00);

emettere e girare assegni circolari, se di importo unitario superiore a Euro 10.000,00 (diecimila/00);

riscuotere o quietanzare vaglia o mandati postali e telegrafici e assegni bancari, se di importo unitario superiore a Euro 10.000,00 (diecimila/00);

trarre e girare cambiali tratte e girare pagherò cambiari emessi o girati a favore dell’associazione, da parte di terzi, se di importo unitario superiore a Euro 10.000,00 (diecimila/00);

negoziare ricevute bancarie e scontare effetti, se di importo unitario superiore a Euro 10.000,00 (diecimila/00);

rilasciare procure e mandati di qualsiasi natura relativi agli oggetti qui sopra elencati;

creare sedi secondarie o uffici fuori del territorio del Comune di Firenze;

redigere il bilancio consuntivo e preventivo e gli eventuali altri documenti ed allegati che fossero richiesti dalla legge o dallo statuto. Nel caso in cui il compimento di un atto, per il quale è richiesto il preventivo consenso di tutti i consiglieri, sia necessario ed urgente per evitare un danno commerciale, patrimoniale, finanziario o di qualsiasi altra natura all’associazione, sia effettuato da un solo consigliere munito dei necessari poteri rappresentativi prima di acquisire il consenso degli altri consiglieri, il consigliere operante potrà richiedere la successiva ratifica del proprio atto di amministrazione agli altri consiglieri, con effetto di liberare l’organo amministratore da qualsiasi responsabilità per mala gestio nei confronti della compagine associativa. Qualora il consiglio direttivo non rati fichi l’operato del consigliere operante, quest’ultimo assumerà in proprio le obbligazioni nascenti dall’atto od operazione da lui effettuata in nome dell’associazione, liberando da qualsiasi obbligazione l’ente medesimo.

 

Art.  19 – Convocazione del consiglio direttivo
1. Il consiglio direttivo è convocato mediante avviso spedito per lettera semplice ovvero a mezzo telefax o posta elettronica a tutti i consiglieri nonché ai membri del collegio dei revisori dei conti, ove sia stato nominato.

2. L’avviso di convocazione dovrà essere spedito con preavviso di almeno otto giorni antecedenti quello fissato per l’adunanza. In caso di urgenza il termine di preavviso può essere ridotto a tre giorni, ed in tal caso la convocazione deve essere effettuata a mezzo telegramma o fax o posta elettronica.

3. La convocazione deve avvenire mediante comunicazione da inviare al domicilio del consigliere e dei sindaci, ove presenti, secondo le risultanze delle informazioni avute dall’associazione.

4. In mancanza di tali formalità, la riunione del consiglio è valida con la presenza di tutti i consiglieri e dei revisori dei conti, se nominati.

5. Il consiglio direttivo è convocato dal presidente ogni qualvolta lo ritenga necessario oppure quando ne sia fatta richiesta scritta e motivata da almeno un terzo dei consiglieri o la maggioranza dei sindaci (se nominati).

6. Le delibere del consiglio direttivo sono prese a maggioranza dei partecipanti alla riunione. In caso di parità dei voti prevale quello del presidente. I verbali e le delibere del Consiglio dovranno essere trascritti in apposito libro e firmati dal presidente e dal segretario.

7. Non è ammessa la rappresentanza di consiglieri assenti alla riunione.

 

 

Art. 19 bis – Riunioni del consiglio direttivo
Il consiglio si raduna presso la sede sociale o anche altrove, purché in Italia.
Le riunioni del consiglio e le sue deliberazioni sono valide, anche senza convocazione formale, quando intervengono tutti i consiglieri in carica ed i sindaci effettivi se nominati.
Le riunioni del consiglio si possono svolgere anche per audioconferenza o videoconferenza, alle seguenti condizioni di cui si darà atto nei relativi verbali:
a. che siano presenti nello stesso luogo il presidente ed il segretario della riunione, se nominato, che provvederanno alla formazione e sottoscrizione del verbale, dovendosi ritenere svolta la riunione in detto luogo;
b. che sia consentito al presidente della riunione di accertare l’identità degli intervenuti, regolare lo svolgimento della riunione, constatare e proclamare i risultati della votazione;
c. che sia consentito al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli eventi della riunione oggetto di verbalizzazione;
d. che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla votazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti.
Le decisioni del consiglio direttivo possono essere adottate mediante consultazione scritta, ovvero sulla base del consenso espresso per iscritto.
La procedura di consultazione scritta, o di acquisizione del consenso espresso per iscritto non è soggetta a particolari vincoli purché sia assicurato a ciascun amministratore il diritto di partecipare alla decisione e sia assicurata a tutti gli aventi diritto adeguata informazione.
La decisione è adottata mediante approvazione per iscritto di un unico documento ovvero di più documenti che contengano il medesimo testo di decisione da parte della maggioranza degli amministratori.
Il procedimento deve concludersi entro dieci (10) giorni dal suo inizio o nel diverso termine indicato nel testo della decisione.

 

Art.  20 – Il presidente
1. La firma e la rappresentanza legale dell’associazione di fronte a qualsiasi autorità giudiziaria ed amministrativa e di fronte a terzi sono conferite al presidente. In caso di sua assenza o impedimento, la rappresentanza spetta al vice-presidente, ove nominato. Il presidente è nominato dal Consiglio Direttivo. La carica dura per il periodo stabilito dall’assemblea ordinaria degli associati ed è rinnovabile. Presiede il consiglio direttivo e l’assemblea degli associati. Dirige e controlla le attività dell’associazione.

2. I suoi compiti sono:

controllare l’esecuzione delle delibere assembleari e del consiglio direttivo;

valutare le proposte da sottoporre al consiglio ed adottare i provvedimenti d’urgenza salvo riferirne al consiglio;

firmare gli atti dell’associazione;

convocare l’assemblea su richiesta;

presentare i rendiconti all’assemblea previa relazione del consiglio.

3. Il presidente può comunque conferire procure speciali per singoli atti o categorie di atti ad altri membri del consiglio direttivo.

4. In caso di necessità e di urgenza,assume i provvedimenti di competenza del comitato,

sottoponendoli a ratifica nella prima riunione utile.

5. In caso di assenza,di impedimento o di cessazione,le relative funzioni sono svolte dal componente del comitato più anziano di età.

 

Art.  21 – Vice-presidente
1. Il vice-presidente, ove nominato, sostituisce il presidente in ogni sua attribuzione ogni qualvolta questi sia assente o manifesti un impedimento. La sua carica dura per il periodo stabilito dall’assemblea ordinaria degli associati ed è rinnovabile.

 

Art.  22 – Tesoriere
1. Il tesoriere provvede alla  gestione dei fondi sociali, con facoltà di riscuotere somme e valori, di far pagamenti, di rilasciare quietanza, di provvedere ad operazioni bancarie attive e passive, sempre nei limiti previsti dall’art. 18).

2. La sua carica dura per il periodo stabilito dall’assemblea ordinaria degli associati ed è rinnovabile.

 

Art.  23 – Segretario
1. Il segretario organizza le riunioni del consiglio e dell’assemblea, redigendone i relativi verbali; è responsabile dell’esecuzione delle disposizioni emanate dal presidente; coordina le attività per il raggiungimento dei fini statutari; controfirma gli atti ufficiali dell’associazione.

2. Al segretario il consiglio può delegare anche funzioni amministrative inerenti alla gestione corrente dell’associazione. Compila e tiene aggiornati i libri sociali, provvede alla corrispondenza, sovrintende alle attività amministrative ed economiche dell’associazione.

3. La sua carica dura per il periodo stabilito dall’assemblea ordinaria degli associati ed è rinnovabile.

 

Art.  24 – Collegio dei revisori dei conti
1. Il controllo amministrativo e contabile dell’attività di gestione dell’associazione è affidato al collegio dei revisori dei conti composto di due membri effettivi ed uno supplente nominati dall’assemblea degli associati.

2. La nomina del collegio è obbligatoria soltanto quando il valore delle attività e delle passività dell’associazione supera Euro 1.000.000,00 (unmilione/00) oppure tutte le volte che l’assemblea ordinaria degli associati lo ritenga necessario.

3. Possono essere eletti revisori associati e non associati scelti fra persone particolarmente qualificate ed esperte nel controllo legale dei conti.

Il collegio elegge fra i suoi membri il presidente.

4. Il collegio dei revisori, quando nominato o presente:

verifica periodicamente la regolare tenuta delle scritture contabili dell’associazione;

verifica e controlla il bilancio annuale e i suoi documenti accompagnatori redigendo apposita relazione indirizzata al consiglio direttivo. I revisori, quando presenti, devono assistere alle riunioni del consiglio direttivo e possono partecipare alle adunanze dell’assemblea degli associati. I revisori durano in carica tre esercizi e possono essere rieletti. Hanno solo diritto al rimborso delle spese sostenute a causa del loro ufficio. Il collegio dei revisori dei conti, quando presente, controlla la gestione finanziaria dell’associazione, accerta la regolare tenuta della contabilità, effettua verifiche periodiche di cassa ed esprime il suo parare sui bilanci dell’associazione.

 

Art.  25 – Comitato scientifico 
1. Il comitato scientifico è composto da un numero di membri variabile secondo quanto stabilirà il consiglio direttivo al momento della nomina. La sua nomina è facoltativa.
2. È composto da persone, scelte dal consiglio direttivo, di qualsiasi nazionalità, particolarmente esperte e competenti nei campi dello scibile.
3. Il comitato scientifico dura in carica per lo stesso periodo di durata del consiglio direttivo ed è rieleggibile.
4. Il comitato elegge al suo interno il presidente ed eventualmente nomina un segretario.
5. Il comitato scientifico si riunisce tutte le volte che il consiglio direttivo, il presidente del comitato o almeno la metà più uno dei componenti il comitato ne facciano richiesta. In ogni caso, alle riunioni del comitato dovrà partecipare, senza alcun potere decisionale ma soltanto di orientamento, il presidente del consiglio direttivo o un suo delegato.

 

Art. 26 – Risorse economiche
1. L’associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della

propria attività da:

– quote associative e contributi dei soci;

– contributi dei privati;

– contributi dello Stato,di enti e di istituzioni pubbliche;

– contributi di organismi internazionali;

– donazioni e lasciti testamentari;

– introiti derivanti da convenzioni;

– rendite di beni mobili o immobili pervenuti all’associazione a qualunque titolo.

2. I fondi sono depositati presso l’istituto di credito stabilito dal comitato.

3. Ogni operazione finanziaria è disposta con firme congiunte del presidente e del segretario.

 

Art. 27 – Quota sociale
1. La quota associativa a carico dei soci è fissata dall’assemblea.Essa è annuale;non è frazionabile né ripetibile in caso di recesso o di perdita della qualità di socio.

2. I soci non in regola con il pagamento delle quote sociali non possono partecipare alle riunioni dell’assemblea né prendere parte alle attività dell’associazione.Essi non sono elettori e non possono essere eletti alle cariche sociali.

 

Art.  28 – Esercizi sociali e bilancio
1. Gli esercizi sociali si chiudono al 31 dicembre di ogni anno. Alla chiusura di ogni esercizio sociale il consiglio direttivo dovrà formare e redigere il bilancio consuntivo accompagnato da una relazione sullo svolgimento dell’attività dell’associazione nonche un bilancio preventivo.

2. Il bilancio e gli altri documenti che lo accompagnano sarà presentato all’assemblea ordinaria annuale per la sua approvazione. Una volta approvato dal consiglio direttivo sarà depositato presso la sede dell’associazione almeno quindici giorni prima dell’adunanza dell’assemblea chiamato ad approvarlo e i singoli associati potranno richiederne copia con spese a loro carico.

3. Il bilancio dovrà prevedere la costituzione e l’incremento di un fondo di riserva.

4. Durante la vita dell’associazione il patrimonio sociale, gli utili od avanzi di gestione, nonche riserve e fondi non possono essere distribuiti, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

5. Nel caso di scioglimento dell’associazione per qualsiasi causa il patrimonio dell’ente dovrà essere devoluto ad altra associazione con finalità analoghe affini di pubblica utilità, fatta salva la diversa destinazione stabilità dalla legge.


Art.  29 – Collaborazioni esterne e dipendenti
 1.  Ai soci, anche se rivestono cariche sociali, non spetta alcun compenso o retribuzione per l’attività svolta a favore dell’associazione ma soltanto il rimborso delle spese vive a piè di lista dagli stessi sostenute per l’attività prestata in favore dell’associazione e secondo le modalità stabilite dal Consiglio direttivo.
2. E’ consentito all’associazione procedere all’assunzione di dipendenti o avvalersi dell’opera di collaboratori o professionisti per lo svolgimento delle proprie attività. In tal caso la remunerazione spettante a tali soggetti, ferme rimanendo le condizioni previste dai contratti collettivi nazionali di lavoro, sarà rimessa alla determinazione del consiglio direttivo il quale dovrà chiaramente provvedere all’assunzione e all’inquadramento compatibilmente con le risorse finanziarie dell’associazione.

Art.  30 – Clausola compromissoria
1. La definizione delle controversie che dovessero insorgere tra l’associazione e gli associati o fra gli associati stessi concernenti il presente statuto o connesse allo stesso, saranno risolte secondo la procedura di arbitrato prevista dal Regolamento della Camera Arbitrale istituita presso la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Firenze.
2. L’arbitro unico deciderà in via irrituale secondo equità nel rispetto del Regolamento della Camera Arbitrale di Firenze vigente al momento dell’avvio del procedimento.
3. Le parti dovranno esperire, preliminarmente ed anteriormente alla procedura di arbitrato, il tentativo di conciliazione disciplinato dal regolamento di conciliazione della Camera di Commercio di Firenze vigente al momento dell’avvio del procedimento.

 

Art.  31 – Scioglimento dell’associazione
1. Lo scioglimento dell’associazione viene deliberata dall’assemblea straordinaria degli associati, secondo le modalità e maggioranze previste dall’art. 15 del presente statuto.

2. La stessa assemblea straordinaria decide sulla nomina di un liquidatore, determinandone i poteri ed eventualmente i compensi, che abbia l’incarico di accertare tutte le attività e le passività dell’associazione, provvedendo inoltre alla loro liquidazione e riscossione ed onorando i relativi debiti.

3. L’assemblea decide inoltre sulla devoluzione a scopi sociali o benefici del patrimonio residuo, conclusa la liquidazione, fermo restando che tale devoluzione deve essere inderogabilmente indirizzata a favore di Enti ed Associazioni i cui principi fondamentali siano gli stessi di quelli dell’Associazione e comunque, eventualmente, a favore di altre associazioni senza scopo di lucro, secondo quanto previsto dall’art. 28 del presente statuto.

4. Il liquidatore dovrà provvedere a dare esecuzione e completamento alla sua attività liquidatoria entro il termine di 180 giorni dalla sua nomina, salvo il caso di proroghe riconosciute e deliberate dall’assemblea in conseguenza delle particolari difficoltà incontrate nello svolgimento del proprio incarico.

 

Art. 32 – Modifiche allo statuto
1. Le proposte di modifica allo statuto possono essere presentate all’assemblea da uno degli organi o da almeno cinque soci. Le relative deliberazioni sono approvate dall’assemblea con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei soci.

 

Art. 33 – Norma di rinvio
1. Per quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia.

F.to: Silverio Spitaleri

F.to: Luca Livi Notaio. Vi e’ il sigillo.